giovedì 4 giugno 2009

Le candidate europee: oltre le veline italiane e le Paris Hilton rumene

Hanno tra i 45 e i 55 anni (34,1%), sono sopratutto uomini (68%) sono professionisti (23,5%) o politici di mestiere (10,3%). Questo l’identikit medio dei 828 candidati italiani al Parlamento europeo.

La presenza femminile si ferma a un misero 32% (PdL 28 su 38, Pd 28 su 44, Lega 26 su 40, Sinistra e libertà 24 su 42, Lista Bonino 19 su 34, DiPietro 20 su 34, UDC 25 su 47).

A fine maggio il PD ha lanciato lo slogan "Almeno una delle 3 donne preferenze vada a una donna" appello presente in tutti i volantini elettorali. Vittoria Franco, coordinatrice donne PD, sostiene che "le nostre candidate valgono: sono professioniste, sindalci, ottimi parlamentari uscenti. Non servono le belle gambe delle veline, ma gente che conosca la politica". Non sono però tutte rose e fiori: il partito ha stanziato 270mila euro per sostenere la campagna candidate che andranno però solo alle 9 più eleggibili (Rita Borsellino, Silvia Costa, Debora Serracchiani, Francesca Barracciu, Rosaria Capacchione, Maria Grazia Pagano, Monica Giuntini, Catiuscia Marini, Patrizia Toia), le altre 18 si dovranno arrangiare.

Tralasciando per un momento la polemica italiana sui candidati-bandiera, le veline e le eurognocche, che cosa stanno facendo all’estero per migliorare lo scarso 31,4% di donne a Strasburgo?

Come ricorda Anna Zavaritt nel suo blog "La revolution en rose", in base a una recente ricerca dell’European Women Lobby sulla strategia di comunicazione, le tematiche di genere e le candidate donne, risultano bocciati il partito popolare europeo (24,03%) e i liberali, “rimandati” i verdi e promosso invece il partito socialista (41,2%).

Andando a guardare un po’ meglio nazione per nazione, in Francia c’è Rachida Dati, ex ministro della Giustizia ed ex portavoce di Sarkozy e la verde Eva Joly, ex magistrato franco-norvegese famosa per le crociate contro la corruzione.
In Romania troviamo Monca Macei, ex ministro della giustizia del governo di centro destra, nota per la lotta contro le frodi nell’amministrazione pubblica ma anche Elena Basescu, 29enne figlia dell’attuale presidente, soprannominata “la Paris Hilton rumena”.
In Gran Bretagna c’è Marta Andreasen, ex contabile della commissione europea. In Lussemburgo guida la lista dei cristiano sociali Vivienne Reading, commissario EU uscente, nota per la battaglia contro le eurotariffe dei cellulari.
Tra le telegiornaliste la anchorwoman Anne Delvaux in Belgio e la corrispondente da Bruxelles Tanja Fajon in Slovenia.

Ricordiamoci sempre il motto di Emma Bonino: "I posti sono tutti occupati. Il vuoto non esiste. Bisogna farsi avanti!"

Ps: sul sito di womenomics.it una selezione di lettura su donne&politica

Nessun commento: