giovedì 3 luglio 2014

Dal 2° Rapporto BES: aumentano le difficoltà di conciliazione per le donne con figli piccoli

Il rapporto BES (Rapporto Benessere Equo e Sostenibilefotografa in dodici dimensioni e 134 indicatori il Benessere equo e sostenibile nel nostro paese e le sue variazioni nel tempo.
L’obiettivo del documento è rendere il Paese maggiormente conscio dei propri  punti di forza e delle difficoltà da superare per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ponendo tale concetto alla base delle politiche pubbliche. 

LAVORO E CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA 
Nel 2013 il  tasso di occupazione si attesta al 59,8%, mentre nella UE27 è pari al 68,5%. Gran parte degli  indicatori di qualità del lavoro segnalano unpreoccupante peggioramento della condizione dei lavoratori. L’Italia si caratterizza per la forte esclusione dei giovani dal mercato del lavoro, mentre il Mezzogiorno presenta una marcata incidenza di occupati in posizione non regolare (nel 2012 il 19,1% in confronto al 10,5%  della media nazionale). Le difficoltà di conciliazione si manifestano soprattutto in presenza di figli piccoli: cresce il divario tra il tasso di occupazione delle madri (fascia 25 - 49 anni) di bambini in età prescolare e quello delle donne della stessa fascia di età senza figli (nel 2013 rispettivamente 54,6% e 72,6%). Nel Mezzogiorno le percentuali sono rispettivamente 36,8% e 52,8%.

POLITICA E ISTITUZIONI 
Aumenta la presenza di donne e giovani nelle assemblee parlamentari e nei più importanti luoghi decisionali della sfera pubblica. Le donne sono il 31,3%  dei deputati e il 29,8% dei senatori.  Un senatore su quattro ha meno di 50 anni e un deputato su quattro meno di 40 anni.  Le donne elette sono, in media, più giovani degli uomini. Cresce la presenza femminile nei consigli regionali e nelle società quotate  in borsa raggiungendo rispettivamente il 15,1% e il 17,8% dei consiglieri.

martedì 13 maggio 2014

Wonderfullydifferent, il valore delle diversità: il 16 maggio a Trieste si parla di womenomics



Per la X edizione della Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale, Pubblicità Progresso organizza un ciclo di incontri per far comprendere l’importanza della comunicazione sociale soprattutto ai giovani e diffondere messaggi positivi sul tema della comunicazione attenta al genere e della valorizzazione della diversità.






UDINEGiovedì 15 maggio, ore14.30
Salone del Parlamento in Castello.

TRIESTEVenerdì 16 maggio, ore 9.30
Sala Predonzani, Palazzo della Regione
Piazza Unità d'Italia, 1.

Info: lab.rp@uniud.it

Natalità e fecondità in Italia: dati e tendenze


Secondo i dati del bilancio demografico della popolazione residente sono stati 534.186 gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2012, oltre 12 mila in meno rispetto al 2011. Il dato conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviatasi dal 2009: oltre 42 mila unità nati in meno in quattro anni.
Il calo delle nascite è da attribuirsi per lo più alla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani, quasi 54 mila in meno rispetto al 2008.
I nati da genitori entrambi stranieri, invece, sono ancora aumentati, anche se in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti (2.800 nati in più negli ultimi tre anni) e ammontano a poco meno di 80 mila nel 2012 (il 15,0% del totale dei nati). Se a questi si sommano anche i nati da coppie miste si ottengono poco più di 107 mila nati da almeno un genitore straniero (il 20,1% del totale delle nascite).
Considerando la composizione per cittadinanza delle madri straniere, ai primi posti per numero di figli si confermano le rumene (19.415 nati nel 2012), al secondo le marocchine (12.829), al terzo le albanesi (9.843) e al quarto le cinesi (5.593). Da notare che queste quattro comunità raccolgono da sole quasi il 50% delle madri straniere in Italia.
Oltre il 7% dei nati nel 2012 ha una madre di almeno 40 anni, mentre la proporzione dei nati da madri di età inferiore a 25 anni si attesta all'11,1% del totale. La posticipazione della maternità è ancora più accentuata per le italiane: la proporzione di nascite da madri con meno di 25 anni e con più di 40 anni è analoga e si colloca sopra l'8%.
Sono 132 mila i nati da genitori non coniugati nel 2012, valore in leggera diminuzione rispetto all'anno precedente. Tuttavia, a causa della forte diminuzione dei nati da coppie coniugate il loro peso relativo è salito ancora: un nato su quattro nasce all'interno di una coppia non sposata. Al Centro-nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati supera il 30% con picchi del 44% nella Provincia Autonoma di Bolzano, 36% in Valle d'Aosta, 33% in Emilia-Romagna e Liguria, 31% in Toscana e in Piemonte.
Fonte: Wikipedia 

A partire dalla metà degli anni novanta la natalità in Italia ha registrato una moderata ripresa, rafforzata dal più alto tasso di fecondità delle donne immigrate, la cui incidenza è cresciuta nel corso degli ultimi venti anni, che si è tuttavia arrestata all'inizio degli anni 2010. Infatti, secondo le previsioni dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) la fecondità in Italia nel 2012 è stata di 1,42 figli per donna, ancora molto al di sotto della soglia di 2,1 che permette la costanza della popolazione, ma superiore al minimo di 1,19 figli per donna del 1995Il numero di figli per donna delle straniere risulta tuttavia notevolmente superiore a quello delle italiane (2,37 contro 1,29 nel 2012). 

Inoltre se nel 1995 la fecondità era più elevata per le donne italiane del Mezzogiorno rispetto a quelle del Nord e del Centro Italia, oggi questa differenza è stata sostanzialmente colmata, come risultato di un miglioramento al Centro-Nord ed un peggioramento al Sud. Includendo anche le donne straniere, infine, il numero di figli per donna nel 2012 è più alto nel Nord (1,48 nel Nord Ovest, 1,47 nel Nord Est) che nel Centro (1,42) o nel Mezzogiorno (1,33 nel Sud, 1,35 nelle Isole). 

lunedì 28 aprile 2014

Nuvola Rosa, un’occasione anche per le role model


Essere chiamati a fare da role model è un onore ma anche una grande responsabilità. Di base una bella occasione per fermarsi a riflettere sul proprio percorso, un bell'esercizio di consapevolezza.

Nelle parole delle donne manager che si sono avvicendate per parlare della loro storia alla Nuvola Rosa quello che colpisce è il loro atteggiamento. 
Di sincerità nel raccontare i loro errori e le loro cadute. 
Di disponibilità nel consigliare metodi e strade. 
Di passione nel descrivere la loro voglia di continuare a imparare. 
Di responsabilità nel preparare un ambiente di lavoro accogliente per le ragazze a cui passeranno il testimone. 
Di fiducia nei confronti di chi sta iniziando un percorso. 
E forse anche di un po' di sana invidia per chi le sta ascoltando attentamente, ora con sguardo preoccupato, ora con occhi illuminati.

Nuvola Rosa, alla faccia dei nerd e dei neet


La tecnologia è roba (anche) per donne. 

Le ragazze di oggi, ancor più dei loro compagni maschi, non si possono permettere di incrociare le braccia scegliendo studi e mestieri deboli. Sbagliare si può (anzi, si deve). Cambiare si può (anzi, si deve). Ma in un Paese con un tasso di disoccupazione giovanile del 40% e un tasso d’inattività femminili del 49%, sapere quali siano le competenze più richieste dal mercato del lavoro è fondamentale sia per i giovani (che lo affronteranno) che per i loro genitori (che possono indirizzarli).

Nuvola Rosa è un progetto intelligente perché coinvolge direttamente le ragazze.

Si inizia con una riflessione sui numeri: una ricerca McKinsey & Company (Occupazione-istruzione-educazione:le trappole nascoste nel percorso delle ragazze verso il lavoro) dipinge un quadro drammatico delle mamme italiane: i papà giocano allo stesso modo con figli maschi e femmine, le mamme fanno giochi di movimento con i figli maschi e fanno i lavori di casa con le figlie.

Dopo i numeri, si passa alla “messa a terra” del problema (le ragazze scelgono poco le facoltà scientifiche e quindi trovano più difficilmente lavoro). 
Le 700 studentesse provenienti da tutta Italia che hanno partecipato all'edizione 2014 hanno avuto la possibilità di partecipare a corsi di formazione tecnico-scientifica, incontri con role model nazionali e internazionali, maratone di scrittura di codice. E a capire che parlare inglese e fare un'esperienza all'estero è ormai imprescindibile.

L'invasione rosa che ha travolto per tre giorni gli spazi della facoltà di Ingegneria della Sapienza ha suscitato molta curiosità degli parte degli studenti dell’ateneo, quasi tutti maschi. Chissà a chi di loro a casa la mamma fa ancora il letto e lava le calze....