giovedì 17 aprile 2014

Le donne più ottimiste sull'Expo


Se gli italiani sul web si dicono positivi verso l’appuntamento del 2015, le donne lo sono ancora di più. Così, in un clima generale di ottimismo che vede il 66,8% dei cittadini guardare con favore alle ricadute dell’Expo di Milano, le donne si distinguono per avere aspettative maggiori e il 76,5% di loro si dichiara fiduciosa. 
I risultati arrivano da una ricerca della Camera di commercio di Milano attraverso «Voices from the blogs», società spin off dell’Università Statale che si occupa di analizzare il sentimento della rete. Gli esperti hanno setacciato oltre 42mila post pubblicati in internet nel mese di febbraio e inerenti a Expo: di questi, tremila erano stati scritti da donne. Risultato? È il rosa il colore dell’ottimismo verso la manifestazione del 2015.

Le donne dimostrano di avere una maggiore percezione di Expo come di un evento imperniato sull’alimentazione (lo dice il 36,7% dei post contro una media del 34,3%) e sulla sostenibilità ambientale (7,8% contro un’immagine generale del 6,8%). Perché essere ottimisti? Il mondo femminile si dimostra sensibile ai temi delle infrastrutture, che per il 9,2% è una delle ragioni del favore (4,2% la percentuale generale) e dell’organizzazione di eventi (20,1% contro 11,5%). Dagli accordi internazionali le maggiori aspettative: interessano il 35,4% della platea femminile, meno però della media generale, che è pari al 54,3%. 
Secondo Federica Ortalli, presidente del Comitato imprenditoria femminile e membro della giunta della Camera di commercio ambrosiana, l’ottimismo in rosa è legato «da un lato all’idea che Expo sia finalmente la luce in fondo al tunnel della crisi», dall’altro al fatto che «per Dna noi donne siamo più ottimiste». La fiducia poggia anche sulle attese riguardo alle opportunità di lavoro.

Secondo una stima della Camera di commercio di Milano, dal 2012 al 2020 in Italia nasceranno oltre 2.600 nuove imprese rosa legate all’Esposizione universale. La metà di queste avrà casa in Lombardia, un decimo a Milano, sulla scia di un trend, precisa Ortalli, che già oggi vede crescere nella regione le società guidate da donne «dello 0,6%, contro una media negativa del -0,5% generale». Circa 700 saranno le attività legate all’ospitalità turistica: alberghi e ristoranti, quindi, di cui già oggi un terzo sono guidati da donne. Poi si contano comunicazione, tempo libero, costruzioni e trasporti. Settori, questi ultimi, solo in apparenza “meno femminili”, spiega Ortalli, «forse perché solo ora ci sono dati di genere».

martedì 10 dicembre 2013

La conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro è una competenza


La conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro è una competenza…. bel passo in avanti rispetto a considerarle una mera strategia di sopravvivenza!! (come abbiamo sempre fatto).
Mi rivolgo qui a tutte le persone, (ma forse in questo caso maggiormente alle donne) che sempre più stanno raggiungendo visibilità e ruoli di responsabilità nel mondo del lavoro.
Lo sapevamo, lo sentivamo, i vari ruoli che dobbiamo ricoprire come professioniste, mogli, mamme, ruoli istituzionali e politici, interessi personali, interessi culturali, forse sì tolgono un po’ di tempo fisico, ma aumentano a dismisura le competenze organizzative, di problem solving, capacità di ascolto, efficienza ed efficacia lavorativa….
Ma adesso finalmente è ufficializzato da ricerche scientifiche.
Ne è una prova tangibile l’ultimo Master ideato e promosso da Piano C “MaaM – Maternity as a Master” percorso formativo destinato a cambiare il paradigma della maternità sul lavoro, trasformando un momento che oggi sembra essere “costoso e difficile da gestire” in un’esperienza unica di sviluppo della leadership.
MaaM, Maternity as a Master, è destinato a cambiare radicalmente la definizione di leadership: da un insieme di competenze sviluppate in contesti costruiti in modo artificiale, a un’attitudine naturale che può essere praticata ogni giorno a casa propria. Un figlio insegna ad avere pazienza, a ottimizzare l’organizzazione, a prendere decisioni in rapidità.
Il Master si basa sulla Teoria dell’accumulo di ruoli.
Lo dimostrano alcune ricerche neurologiche e numerose indagini sociologiche e comportamentali su nuclei familiari in cui entrambi i coniugi lavorano. Queste ultime hanno messo in discussione la teoria della “scarsità di ruolo”, che vedeva un trade off tra le risorse impiegate sul lavoro e nella vita privata, dimostrando che esiste invece un potenziale di “accumulo dei ruoli” in cui un aspetto della vita guadagna in energia, competenze ed equilibrio dall’esistenza degli altri.
Evidenze confermate da una ricerca che Piano C  ha condotto in Italia su donne/mamme manager e professioniste, che ha rilevato – tra l’altro – la presenza uniforme di un istinto di “composizione delle parti” che emerge per gestire la nuova complessità di una vita a più dimensioni.
Tutto ciò significa che questo effetto moltiplicatore può estendersi non solo alle competenze acquisite durante la maternità, ma allarga l’ambito e il FOCUS a tutte le esperienze che DONNE E UOMINI POSSONO fare nell’arco della vita e soprattutto al fatto che tali esperienze non sono quindi in contrasto o conflitto con lo sviluppo professionale perché portano via tempo, ma anzi sono formative e funzionali all’acquisizione di competenze.
Mi tornano in mente le parole di Cecilia Guerra, viceministro al Lavoro con delega alle Pari Opportunità che ci dice cha la nostra società è ancora impostata in modo parcellizzato, non si tiene conto della persona nella sua totalità, e evidenzia della capacità e necessità di armonizzare o tecnicamente conciliare, come ci dice quelli che sono non solo i tempi di vita e di lavoro, ma il tempo del lavoro, il tempo della cura, il tempo libero e il tempo dell’impegno civile politico.
ORA QUESTA CAPACITA’ E’ ANCHE UN VALORE AGGIUNTO IN CHIAVE PROFESSIONALE E UNA COMPETENZA DA POTENZIARE E TRASMETTERE!
Francesca Malagoli (hosted blogger, da donnelavoro3winwin)

lunedì 22 aprile 2013

La storia di Womenomics e Piano C su D di Repubblica


Nella sua seguitissima rubrica "Non solo mamma" Elasti racconta la nostra storia:


La carriera dopo l'azienda? Si fa mettendosi insieme. Riccarda e Francesca avevano scrivanie ai piani alti. Poi la loro vita è cambiata. E si sono inventate il piano C




La parola PROFITTO all’inizio del titolo di un convegno al femminile


"Profitto, Rispetto, Leadership": domani ne se parla a Roma al 2° Forum nazionale organizzato da Valore D.

Interessante la scelta di porre la parola “profitto” all’inizio del titolo di un convegno di un'associazione che promuove lo sviluppo del talento femminile.

Denaro, reddito, guadagno fanno parte della nostra vita quotidiana. Eppure spesso il rapporto delle donne col denaro viene costretto dentro a etichette come "I love shopping". 

Ricordiamoci sempre che il lavoro femminile ha un impatto fondamentale per la crescita del PIL (e un impatto ancora più positivo su parametri nuovi come il BES) e che le donne hanno un grande potere d’acquisto (l’85% degli acquisti in ogni settore oggi in Italia viene fatto dalle donne).

Come dice anche l'origine latina della parola (proficere=avanzare, giovare), andiamo oltre!

Info e programma qui.

giovedì 28 marzo 2013

MISE: al via tavolo permanente su imprenditoria femminile

Creare un tavolo permanente sull'imprenditoria femminile per mantenere un confronto aperto e costante sui temi legati al credito e alle agevolazioni fiscali per le imprese individuali gestite da donne. 

E’ questa la decisione assunta ieri serra nell’incontro tenutosi tra il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e una delegazione del Coordinamento Donne di Impresa. Nel corso della riunione, le rappresentanti delle imprese rosa hanno evidenziato come, nonostante il rilevante contributo dell’imprenditoria femminile al sistema Paese e la sostanziale tenuta nella dinamica anagrafica durante l'attuale periodo di crisi, alle aziende femminili vengano richieste garanzie particolarmente onerose da parte degli istituti di credito, a fronte di tassi di interesse più elevati sugli scoperti di conto corrente (come evidenziato dalla Relazione Annuale del 2011 di Banca d'Italia).  

Il Coordinamento Donne di Impresa è un’organizzazione costituita dalle rappresentanze femminili di Casartigiani , Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio , Confcooperative, Confesercenti. Legacoop e Agci.

Accordo Passera-Fornero: "Spingere cultura d'impresa al femminile"

L’imprenditoria femminile rappresenta una delle componenti più dinamiche del sistema produttivo: nel 2012 le “imprese in rosa” sono aumentate di 7.298 unità con un incremento della base imprenditoriale dello 0,5% rispetto all’anno precedente (incremento superiore rispetto al totale delle imprese italiane che sono cresciute, nel 2012, dello 0,3%).

Due le importanti azioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero e del Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera:

1) OFFERTA DI SERVIZI: i ministri hanno firmato con UnionCamere un accordo per rilanciare la mission dei 105 comitati per l'imprenditoria femminile presenti in tutte le Camere di Commercio

2) SUPPORTO FINANZIARIO: i ministri hanno sottoscritto un accordo per la costituzione di una sezione speciale del Fondo Centrale di Garanzia dello Stato dedicata all’imprenditoria femminile.
Tale sezione - finanziata con 20 milioni di euro messi a disposizione in quota paritaria dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità e da risorse del Fondo stesso - permetterà alle piccole e medie imprese in rosa di accedere con maggiore facilità e a condizioni di favore a 300 milioni di euro di credito garantito.

Per sostenere questa fondamentale risorsa del sistema produttivo, i ministri Fornero e Passera hanno firmato con UnionCamere un accordo per rilanciare la mission dei 105 comitati per l'imprenditoria femminile presenti in tutte le Camere di Commercio

Info: la convenzione