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giovedì 26 marzo 2009

Gender-neutral language: che ne sarà della signora delle Camelie?

Il Parlamento europeo ha recentemente pubblicato un opuscolo a favore di una versione politicamente eurocorretta dalle lingue europee: banditi da ogni riferimento sessista tutte le direttive comunitarie. Si tratta d un vero e proprio codice sul linguaggio "sessualmente neutro" da utilizzare nelle conversazioni e nelle pubblicazioni ufficiali quando ci si rivolge pubblicamente a una donna, in particolare se onorevole. Messe al bando anche tutte le parole che contengono un riferimento al sesso (es. i vocaboli che contengono il suffisso "men").

Harald Romer, Secretario Generale del Parlamento Europeo, scrive nel "Gender-Neutral language in the European parliament": "The European Parliament is committed to using gender-neutral language in its publications and communications and is now the first of the institutions to provide language-specific guidance on gender-neutral language in all the Community's working languages. Drawn up by a working group under the auspices of Parliament's High-Level Group on Gender Equality, these guidelines were the fruit of long and close collaboration among the relevant linguistic services and provide suggestions and examples for each specific working language (...). I now invite all colleagues to read the guidelines in their working languages and apply them in all parliamentary publications and written communications."

La notizia è stata ripresa subito dal Daily Telegraph, che da buon quotidiano britannico euroscettico non si è lasciato sfuggire l'occasione di ironizzare sulla bizzarra normativa europea. In un editoriale intitolato "Vive la diffèrance" denuncia la misura come la fine della civiltà: "senza il madame davanti Emma Bovary sarebbe stata un'altra".

In Italia sul Domenicale del Sole24Ore anche D.Marani e E.Scaraffia ironizzano sulla direttiva, anche se "l'italiano soffrirà poco per le nuove regole sessolinguistiche. Da noi ancora si perla ome si mangia".

L'uso di "signora" e "signorina" sarebbe dunque discriminatorio. Devo dire che, in certi contesti, è vero, l'ho provato sulla mia pelle. In riunioni di lavoro mi è capitato più di una volta di essere chiamata "la signora ..." mentre il mio collega uomo era "il dottor ...": eccesso di galanteria nei miei confronti o puro e semplice stereotipo di genere?
Altro frequente stilema linguistico (anche questo sperimentato direttamente): perchè le donne spesso vengono chiamate per nome (Hillary) e gli uomini per cognome (Clinton)? Perchè le donne hanno un modo friendly di presentarsi o perchè sono sempre un pò sorelline minori?