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venerdì 20 maggio 2011

Al festival dell'Economia di Trento si parla di donna & economia

Quest'anno ampio spazio nel Festival dell'Economia di Trento ai temi legati a donna & lavoro:

2 giugno

Fatti più in là. Donne al vertice delle aziende. Le quote rosa nei Cda: Monica D'Ascenzo (giornalista, autrice de Donne sull'orlo della crisi economica).
A cura de "Il Sole 24 Ore"
Ne discutono Corrado Passera (CEO di Intesa Sanpaolo) e Anna Maria Tarantola (Vicedirettore generale della Banca d'Italia).

4 giugno

Corpo e denaro. Mercati al confine
Prostituzione, uteri in affitto, banche della riproduzione, pornografia, commercio degli organi. Cosa succede quando la merce che si scambia sul mercato è il nostro corpo? E quando è la scienza ad allargare i confini dello scambio? Cosa proibire, cosa regolare e come vigilare? Scelte etiche e prospettive di regolamentazione.A cura di inGenere.it
Coordina Rossella Panarese (Giornalista, autrice e conduttrice di "Radio 3 Scienza")
intervengono Francesca Bettio, Margaret Radin (Henry King Ransom Professor of Low presso la Michigan Law School).

Confini diversi. Il fattore donna dell'economia che verrà - nuove regole, nuove responsabilità
Nelle fasi di incertezza le regole di potere tra i Paesi, i generi e le generazioni che li abitano vengono riscritte. L'attuale crisi economica e geopolitica ha ridisegnato i confini della libertà economica. Quali sono le nuove regole e chi si deve assumere adesso la responsabilità per evitare crisi globali future?A cura del Tavolo per l'Occupazione e l'Occupabilità promosso e coordinato dall'Assessorato alle Politiche sociali e Pari Opportunità del Comune di Trento.
Interviene Federico Rampini (saggista, editorialista e corrispondente della “Repubblica” da New York)

Donne, Uomini, Economia. Quali confini?
Nel corso degli ultimi mesi è tornata a imporsi una riflessione sul ruolo della donna nella società italiana come non avveniva da molti anni. Il problema delle differenze di genere - dalle quote rosa nei cda alla conciliazione dei tempi di lavoro e di vita - è oggi ancora ampiamente irrisolto, nel mondo del lavoro come in quello dell’economia in senso più ampio, nel pubblico come nel privato. Partendo dalla testimonianza concreta di tre giovani donne, vincitrici del bando di gara promosso dalla Fondazione Vodafone ‘Imprese e Lavoro’ con l’obiettivo di sostenere le nuove iniziative imprenditoriali femminili, il dibattito che proponiamo coglie l’occasione per contribuire alla discussione sul rapporto tra donne ed economia.
A cura di Vodafone
Coordina Nunzia Penelope
Intervengono Monica d'Ascenzo, Loretta Napoleoni, Paola Profeta, Cipriana Dall'Orto, Alessandra Perrazzelli, Antonio Bernardi

IL 3 giugno segnaliamo anche
Bisogna legalizzare e tassare la prostituzione?
Nel nostro ordinamento la prostituzione è consentita, ma non regolata, ed è punito il suo sfruttamento. In Europa esistono una serie di modelli diversi per regolare il fenomeno: agli estremi vi sono il modello tedesco dove la prostituzione (se scelta da chi la pratica) è un lavoro, con diritti, tutele e obblighi; e quello svedese, nel quale la prostituzione è equiparata a violenza e i clienti del mercato del sesso vengono puniti.
A cura di "lavoce.info" in collaborazione con ingenere.it
Coordina e introduce Roberta Carlini (Caporedattrice di "ingenere.it", giornalista e scrittrice dell'Espresso)
Pro Francesca Bettio (Insegna presso la Facoltà di Economia dell'Università di Siena e componente della redazione di "ingenere.it"), Contro Oria Gargano (Presidente di Be free)

sabato 16 aprile 2011

Il part time tra condizionamenti di genere e caratteristiche territoriali

Tra le tipologie di lavoro, il part time rappresenta la forma che più risente dei
condizionamenti di genere. Le attività lavorative ad orario ridotto hanno, infatti, una forte diffusione tra la componente femminile della popolazione occupata. Attraverso i microdati delle Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro di Istat, è possibile arricchire il quadro fenomenologico di riferimento mediante un’analisi dettagliata delle ragioni che spingono un lavoratore o una lavoratrice a svolgere un lavoro a tempo parziale, nonché osservare altre variabili come il titolo di studio, l’età, la qualifica professionale.

Fonte: Il Monitor - Bollettino n. 24, Febbraio 2011