venerdì 9 gennaio 2009

Spagna: il machismo nascosto

Carme Chacon, primo ministro della Difesa spagnolo donna, per la solennità della Pascua Militare (Il Natale dei militari) si è presentata con un tailleur pantaloni, tipo smoking, invece che con un abito lungo, come impone il protocollo per le donne che partecipano a eventi al Palazzo Reale.
E sul ministro si sono scatenati commenti e interpretazioni infinite, El Mundo ha dedicato la copertina e un editoriale dal titolo "La sua passerella".
In difesa della Chacon è arrivata inaspettatamente Esperanza Aguirre, potente presidente della Comunità di Madrid, del Partito Popolare, che si è detta indignata dalla polemica suscitata dai pantaloni della Chacon. "Come donna che si dedica alla politica mi indigna che sia motivo di discussione cosa indossiamo, come ci pettiniamo e come ci tagliamo i capelli. Questo non accade con gli uomini".
Lo scorso aprile la neo ministra si era recata in Afghanistan al 7° mese di gravidanza per manifestare il proprio sostegno ai militari spagnoli. E anche lì era scoppiato un caso mediatico.
Anche qui una critica come pretesto per lanciare un attacco politico. Tutto il mondo è paese...

Francia: al lavoro 5 giorni dopo il parto

Il parto prematuro e la maternità come la decisione di tenere per sé il nome del padre, continuano ad occupare le pagine di riviste e giornali. Rachida Dati per la sua storia di figlia di immigrati magrebini, la sua bellezza e l'amore per il lusso e la mondanità è una beniamina delle pagine patinate. E' è il primo politico di origine magrebina ad arrivare alla testa di un grande ministero. Prediletta del presidente Nicolas Sarkozy, ha vissuto mesi di aspro contrasto con la magistratura e la decisione di ripresentarsi immediatamente al lavoro è forse legata alle voci di una sua possibile uscita dal governo.

Benvenga la decisione di difendere la sua vita privata. Ma la scelta da super-mamma e/o super-woman rischia di essere un pericoloso precedente....
Stiamo attente "a non alzarci l’asticella da sole" come suggerisce la direttrice di Grazia

giovedì 8 gennaio 2009

I Would Take the Pain Away

Bakhtawar Bhutto Zardari, la figlia 18enne di Benazir Bhutto, l'ex primo ministro del Pakistan assassinato il 27 dicembre 2007, ha pubblicato una canzone rap su YouTube in ricordo di sua madre.
Il brano, dal titolo "I would take the pain away", e un clip di cinque minuti composto da video e fotografie di Bhutto che lo accompagna, sono stati trasmessi dalla televisione di stato pakistana e pubblicati in occasione del primo anniversario della morte della Bhutto.

"Mia madre è stata uccisa. Non riesco neanche a capire. Valeva la pena morire?"
"Nessun conforto o sollievo. Ti supplico Dio, benedici i morti".

In soli 6 giorni il video è stato visto da quasi 59.000 persone. Molti i commenti scritti da persone di origine pakistana come Sajanapka: "She was a great leader. Her sacrifices should never be forgotten. May Allah have mercy on her. Ameen"

venerdì 2 gennaio 2009

The Berlusconi TV model: showgirl as role model

Sdegnata segnalo il recente articolo del The US National Public Radio (scritto da un'italiana pare!) e
e il commento del sito Women-omics sito da cui ho recuperato la news. Inizio ad indagare chi l'ha scritto e perchè...

sabato 27 dicembre 2008

“I love cleaning” (nelle nuances del rosa)

Dal Filo Rosso di Concita de Gregorio del 24/12: “nei negozi di giocattoli nel reparto “femminile” il mini mocio, il mini folletto che aspira davvero, la lavastoviglie e il lavandino sono, racconta Federica Fantozzi, i regali prediletti. Per le bambine è previsto anche il grembiule che dice “I love cleaning” Sempre per la serie: modelli di comportamento, ne riparliamo tra 15 anni”.

Nell’articolo a pag. 23 Federica Fantozzi compila un incredibile elenco di accessori per bambine: claesing kit di Barbie, il Baby Folletto, il Carrello da tè Disney, la cucina delle Winx ….

Forse, più che una più o meno voluta aderenza a comportamenti maschilisti per organizzare “la giornata della casalinga in bozzolo“, si tratta di una semplice e scaltra mossa delle aziende di elettrodomestici (Lagostina, Tefal, Bialetti, Scavolini) che hanno fiutato il business e hanno aperto linee-baby nel mercato dei giocattoli. La mossa vincente (e pericolosa) è invece l’associazione della miriade di oggetti agli idoli delle bambine (dalle classiche Barbie e Biancaneve alle moderne Winx e Hallo Kitty).

Una caratteristica dell’angolo dello shopping al femminile, siano le destinatarie bambine o donne, è quello che la giornalista definisce brillantemente il “monoblocco nelle nuances del rosa”. Pensando agli adulti, mai come negli ultimi anni le campagne pubblicitarie degli oggetti tecnologici al femminile propongono cellulari, palmari, notebook, pc, fotocamere colorati di rosa (per non citare quelli tempestati di pietre preziose e con incise delle frasi melense). Come dicevamo qualche post fa: è importante declinare gli oggetti a seconda delle specifiche esigenze dei due sessi. Come dimostrano alcuni studi recenti, se gli uomini cercano prestazione, velocità e multifunzionalità, le donne apprezzano oggetti tecnologici leggeri, robusti ed efficienti. Qualsiasi sia il colore preso in prestito dall’arcobaleno.

domenica 21 dicembre 2008

Alla Libreria delle donne: imbarazzante o alienante?

Ieri mattina leggo sul giornale che alle 6 del pomeriggio ci sarà la presentazione dell'ultimo numero d "Via Dogana", la rivista ("di pratica politica" come la definiscono) della "Libreria delle donne". Decido di andare.
Posso essere sincera sincera sincera? La stanza dove si è tenuta "la riunione" e le dinamiche dell'incontro mi sono sembrate così fuori dal mondo che non so se la mia sensazione era più di imbarazzo o di alienazione!
Alla pareti foto di raduni anni '60, sul tavolo coperto da una tovaglia giallastra il Manifesto. Nell'aria un odore un pò di vecchio e un pò di sugo (dalla porta si intravedeva una cucina in piena regola dove ogni tanto qualcuno entrava per prendere un bicchiere di vino rosso e una ciotola di plastica con delle arachidi). Le donne presenti (in sala solo 2 uomini che cercano di fare i tecnici), tutte tra i 50 e i 60, hanno mediamente i capelli corti e vestono piuttosto sommessamente. Si chiamano tutte per nome (o soprannome).
La "riunione" inizia con mezz'ora di ritardo (alle 6 accendono il video e non funziona, maneggiano mezz'ora senza successo. Anche il microfono non va).
Cito solo Luisa Muraro, piglio deciso e delicato accento veneto (inter nos: un pò troppo direttiva per i miei gusti, ma di cercherò di approfondire il suo pensiero...) e gli interventi di Liliana Rampello (un pò troppo puntigliosamente critica per i miei gusti, ma cercherò di leggere...)
Cercando sulla rete le bio delle due intellettuali sono incappata in un vespaio di siti femministi.....vade retro!

giovedì 18 dicembre 2008

Manager dell'altro mondo!

Nella sua rubrica su Io Donna di sabato scorso Giovanni Floris racconta l'interessante storia di Maria Garana, 39enne neo ceo di Microsoft Spagna, premiata come donna manager dell'anno dall'associazione digirenti iberiche "perché ha organizzato la sua azienda sulla base della cosiddetta "doppia agenda": uguale importanza hanno, per il personale, gli impegni familiari e quelli di lavoro. Le agende, le giornate di lavoro, gli appuntamenti e le riunioni si organizzano in base ad un unico calendario che comprende le esigenze dell'impresa e quele della famiglia.
A inizio mese (o ad inizio settimana) si comunicano gli orari in cui la dipendente (o il dipendente) deve andare a prendere i bambini a scuola, o a nuoto, o a musica; si fa sapere da subito al personale quando bisogna andare dal medico, o quando la baby sitter è impegnata. Solo successivamente, sulla base delle esigenze dei dipendenti, si disegna l'agenda di lavoro.
"Essere un buon manager - ha spiegato la Garana - vuol dire tirare fuori il meglio da tutti, e l'unico modo per farlo è rendere compatibile la vita della famiglia con quella dell'azienda". Tutti ricordano cosa fece la Garana appena arrivata: non presentò ai dipendenti una lista di cose da fare, chiese piuttosto ad ogni dipendente di compilare la lista di tutto quello che, nell'ultimo anno, non era riuscito a fare per se stesso".