martedì 25 novembre 2008

Giornata internazionale contro la violenza alle donne

Si celebra oggi la “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”, una data istituita il 17 dicembre 1999 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione n° 54/134) in ricordo delle tre sorelle Mirabal, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti militari di Santo Domingo, nel 1960, sotto la dittatura di Trujillo, per aver voluto visitare dei prigionieri politici.

"Occorre fare di più per dare esecuzione alle leggi esistenti e combattere l'impunità: bisogna combattere atteggiamenti e comportamenti che tendono a condonare, tollerare, giustificare o ignorare la violenza commessa contro le donne". E' l'appello del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.

In Italia, secondo l'ultima indagine Istat commissionata lo scorso anno dal Ministero dei diritti e delle pari opportunità del precedente Governo, oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime: ben un milione e 400mila (il 6,6%del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

La voce del ministero delle pari opportunità

lunedì 24 novembre 2008

YouTube Visionary Award per Rania

YouTube ha incoronato Rania di Giordania per la sua campagna a colpi di video contro i pregiudizi sul mondo arabo. La Regina ha raggiunto oltre 3 milioni di contatti e il 22 novembre è stata premiata a San Francisco con il primo “YouTube Visionary Award” che il celebre sito assegna da quest’anno a chi mette in comune “a livello globale” materiale e proposte per cambiare “in modo positivo la società”.
Rania ha smontato a uno ad uno i pregiudizi “su quella parte del mondo che io chiamo casa": terrorismo islamico, delitti d’onore, diritti delle donne arabe.
“Non è vero che le donne arabe non lavorano" mentre sul video scorrono una serie di dati sulle donne in Parlamento: 7 in Giordania, 30 in Siria, 30 in Algeria, 34 in Marocco, 35 in Sudan.

Il canale su Youtube è anche in italiano! Una chicca: Top 10 while accepting award at YouTube Live

Donne e violenza. Aspettando domani

Sabato a Roma il corteo di 150 mila persone organizzato dalla Rete nazionale di femministe e lesbiche in vista della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.
Nel mirino Carfagna e Gelmini rispettivamente per il ddl sulla prostituzione per il progetto di riforma della scuola.

Secondo lo studio della Casa Internazionale delle Donne di Roma e di Bologna, ogni tre giorni in Italia una donna muore per le violenze subite da un uomo. In particolare, nel 2007, sono 126 le donne uccise a causa delle violenze perpetrate dagli uomini. Tra questi, 44 sono i mariti, 11 i fidanzati o i conviventi, nove gli ex mariti e gli ex fidanzati, 10 i figli e 14 gli sconosciuti.

L'appello di Donna Moderna e il video di Vanessa Incontrada a sostegno del progetto Pangea contro la violenza.
A Roma oggi il PD propone l'incontro "Non da sola. Più prevenzione. Più solidarietà. Più libertà"

Comandare è fottere

Nel suo "Manuale politicamente scorretto per aspiranti carrieristi di successo" il macchiavellico Pier Luigi Celli dedica un capitolo a "Femminile manon troppo (dell'arte della seduzione)".
Ai sui lettori (che immagina evidentemente solo maschi) dice: "Se dovete fa carrera, affrettatevi. Prima che le donne arrivino in forze. Perchè ormai siamo al limite: la valanga rosa è sul punto di approdare dove voi avere prosperato impuenemente per anni. Che sia giusto, è indubitabile. Che faccia piacere, forse non è così scontato, eppure avverrà. E voi vi stupirete di quanta forza metteranno nel presidiare le loro progressive conquiste, fino al punto di espellervi per manifesta inferiorità".
La prima (la più rozza e sconsigliabile secondo l'autore) controffensiva che gli uomini possono mettere in atto è la classica manovra di puntare direttamente ed esclusivamente alla valoriazzazione del fascino della controparte femminile (dimenticandosi o sottovalutando la testa).
La seconda, questa veramene macchiavellica, è mettersi al servizio dellla moglie del capo, ampliando gli spazi della sua espansione e leggittimando, via via, la sua presenza impropria in azienda. "Le più grandi alleate della resistenza alle pari opportunità (che pure ha già in proprio una sua storica base dnella tradizione del paese) sono le mogli/compagne dei capi)".
Se poi una donna arriva al potere, c'è ancora una possibilità per l'uomo: "Anche le donne faranno i loro errori, il più grave dei quali (quasi inevitabile, all'inizio) è quello di comportarsi "al maschile" selezionando il più possonile al femminile. "Si può aspettare fiduciosi. Nella più di una corte femminile risulterà indigesta a chi, donna, sia arrivata al potere. E'2 solo questione di tempo".

giovedì 20 novembre 2008

Estero al femminile

In Francia si contendono la guida del partito socialista Sègoléne Royal (ex candidata alle presidenziali 2007) e Martine Aubry (ex ministro delle 35 ore)
La stampa parla di guerra all'ultimo sangue tra le due dame.

Negli Stati Uniti Hillary Clinton potrebbe diventare Segretario di Stato (seguendo la strada già percorsa da Madeleine Albright e Condoleeza Rice). Valery Jarret, collaboratrice di lunga data di Obama, è stata nomianta senior adviser della Casa Bianca e assitente speciale per le relaizoni pubbliche. Il Sole24Ore di domenica titola la notizia “Per Obama una squadra al femminile”.

Due forme diverse di forzatura della notizia, mi sembra. Si parla però di donne impegnate che trovano un loro spazio e riconoscimento. E questo fa sicuramente piacere.

Men vs women: stereotipi in cartoon

Video del grande Bozzetto. Molto divertente, nonostante - mi si consenta - si vede che è stato fatto da un uomo!

martedì 18 novembre 2008

«Chi paga per i peccati dell’uomo?»

Una donna nuda stesa su un materasso bianco nella posa della crocifissione. Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna (e l'agenzia la Arnold WorldWide) ha scelto un'immagine shock che a Milano, però, rischia di restare nei magazzini invece di finire sui pannelli di affissione. L'assessore all'Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cercherà in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade.
Si difende Stefania Bartoccetti, presidente di Telefono Donna: «Io sono cattolica praticante. La crocifissione vuole solo essere l’immagine della sofferenza estrema».

Primo dubbio: tentativo di imitare lo stile Toscani?
Secondo dubbio: a essere strumentalizzata è la croce o il corpo femminile?